
Molte persone sono state testimoni della visita di “uomini in nero” dopo aver osservato un UFO. I MIB (Men in Black) sono dei personaggi molto bizzarri che lasciano il testimone molto perplesso quando si trova faccia a faccia con questo incontro misterioso. Sembra che lo scopo principale dei MIB sia quello di cancellare tutte le prove sulle osservazioni di UFO ed extraterrestri. I Men in Black sono quindi degli agenti governativi che cercano di oscurare la verità sugli UFO oppure sono una razza di extraterrestri che cercano di impedire agli esseri umani di interrogarsi sui loro scopi?
Gli uomini in nero cercano di soffocare la verità sugli UFO e costringono i testimoni a tacere a proposito delle loro esperienze, rapimenti e osservazioni. Perchè è importante che la gente non sappia nulla su di loro?
Un’aspetto incredibile da rimarcare è quello che i MIB sanno tutto dell’incontro extraterrestre, ancor prima che il testimone ne abbia parlato con qualcuno. Come fanno rapidamente a sapere che qualcuno ha osservato un UFO? Come fanno poi ad arrivare sul luogo dell’esperienza così rapidamente?
Questi due elementi hanno portato gli ufologi a porsi delle domande sull’origine extraterrestre dei MIB.
La maggior parte delle volte, i MIB appaiono sulla scena dove era appena stata segnalata l’apparizione di un UFO. Essi non si spostano per fatti minori, ma piuttosto per dei fatti importanti. Mettono in discussione i testimoni e, persino, tendono a minacciare i testimoni nel caso non volessero cooperare. Essi vietano ai testimoni nel divulgare la loro storia, altrimenti potrebbero esserci delle conseguenze per loro e i familiari.
I MIB optano per degli avvertimenti, minacce e, infine, alle conseguenze che possono esserci. Alcune persone, che non hanno voluto collaborare con gli avvertimenti degli uomini in nero, sono state ritrovate con gravi malattie, con decessi misteriosi e anche delle sparizioni.
Dopo un incontro, il MIB prenderà contatto con il testimone via telefono. Qualche secondo dopo la telefonata, essi si ritrovano già nei pressi dell’abitazione del testimone per interrogarlo. Gli uomini in nero sembrano conoscere sempre i dettagli personali sul testimone e sulla sua osservazione.
Sanno quasi tutto della vita del testimone in ogni dettaglio e cercano di sapere cosa il testimone è a conoscenza e che loro ancora non sanno.

Sopra l’unica foto al mondo che immortalerebbe un presunto “Men in Black”
TESTIMONIANZA DELLA VISITA DEGLI UOMINI IN NERO
(Esempio 1): “Vorrei proporre la testimonianza del mio amico ufologo Bernard Bidault (…) Nel 1972, l’amico Bernard Bidault aveva fatto la conoscenza di un alto responsabile della Gendarmeria, il quale si occupava unicamente del fenomeno UFO. Gli spiegò molte cose sui cosiddetti ‘Rapimenti’ legati al fenomeno UFO.
Compresi i rapimenti definitivi di donne e bambini.
Fu così che Bernard decise di prendere la decisione di scrivere un futuro libro su questa questione, e il suo manoscritto comportava a quel tempo di una cinquantina di pagine. Allorquando entrano in scena gli ‘uomini in nero’. Questo accadde nel 1976, nella regione parigina, su una strada tra Frenes e L’Haye-le-Roses ed era una bella giornata assolata.
Bernard guidava la sua autovettura Ford, ritornava dopo aver pranzato, e l’orario si aggirava tra le 12 e 45 e le ore 13. A quell’ora di pranzo non c’era nessuno per la strada. Nessuno in vista.
Ad un certo punto, Bernard da una occhiata allo specchietto retrovisore centrale e non nota nessuna vettura. Poi, dopo circa 3 o 4 secondi più tardi, dopo aver dato un nuovo sguardo al suo specchietto retrovisore, Bernard scopre un’automobile Volkswagen dietro di lui, quasi incollata al suo paraurti!
All’interno vi erano tre uomini in abito nero con camicia bianca, e che avevano anche una cravatta e un cappello nero. Portavano occhiali da sole di colore nero.
Poi, curiosamente, Bernard sentì una voce mentale che diceva ‘Fermati a scrivere il libro’…Dopo aver ricontrollato dallo specchietto retrovisore, non vide più l’automobile degli uomini in nero! La macchina era incomprensibilmente scomparsa.
Bernard accantonò momentaneamente di scrivere il libro e poi cadde gravemente ammalato di cancro (…)
Ma decise in ogni modo di terminare la sua opera letteraria, che prese il titolo di ‘OVNI, attention danger’, Editore Jean-Michel Grandsire, pubblicato nel 2003” (Fonte: Le Journal de l’Ufologie).
(Esempio 2): “Uno dei casi più straordinari di rapimento alieno coinvolse due uomini nel mese d’ottobre del 1975. (…) Un’anno dopo circa l’incidente in questione, l’11 settembre 1976, uno psichiatra investigherà sul caso. Il dottor Herbert Hopkins lavorava a casa, da solo, quando ricevette una chiamata telefonica di un uomo che si presentò come investigatore in materia UFO. Lo straniero chiese l’autorizzazione a rendere visita allo psichiatra, e meno di due minuti dopo la chiamata telefonica, sente suonare alla porta.
‘Non vidi nessuna automobile, e anche se ci fosse stata una macchina, non avrebbe avuto tempo a venire a casa in meno di due minuti a partire da un telefono pubblico’, sottolineò Hopkins.
Il visitatore consiglia a Hopkins di distruggere la totalità dei suoi archivi concernente il caso del rapimento. Ma, poco a poco, Hopkins nota che il pavimento sotto il visitatore diventa traballante. L’uomo imporvvisamente si alzò, tremando, e in maniera difficoltosa raggiunse la porta. Si scusò e affermò: ‘la mia riserva di energia è quasi esaurità…devo andare’.

Fu allora che il dottor Hopkins prese coscienza dell’aspetto estremamente strano del suo visitatore. Portava un abito di colore nero con un taglio datato, ma che sembrava comunque nuovo. Completamente calvo, non aveva le ciglia e le sopracciglia e, dettaglio ancora più strano, portava il rossetto (Vedi ricostruzione sopra).
L’esperienza del dottor Hopkins è una delle storie più affidabili e dettagliate di una visita di un uomo in nero” (Fonte: Facteurx).
(Esempio 3): “Fine novembre del 1961, Paul Miller e tre suoi amici stavano tornando a casa, a Minot (North Dakota), dopo una battuta di caccia. Videro un UFO atterrare e, all’arrivo sul luogo della scena, constatarono la presenza di quattro umanoidi attorno al velivolo.
Preso dal panico, Paul Miller spara su una delle ‘creature’, con un fucile Hornet 22, un Winchester modello 43, equipaggiato di un obbiettivo Weaver K-4!
Dopo il loro ritorno, si resero conto…che mancava un certo periodo di tempo! I quattro amici decisero di non parlare dell’incidente con nessuno.
Eppure, il mattino dopo, tre uomini vestiti di nero si presentarono al domicilio, appena prima che Miller si recasse al lavoro. Dissero che erano stati mandati da un ufficio governativo, senza dire quale fosse di preciso. Affermarono di essere al corrente dell’incidente grazie ad un ‘rapporto’.
Apparentemente, conoscevano tutto di Miller: il suo lavoro, le sue passioni, quello che gli era successo il giorno precedente…Questo episodio è stato tratto dal capitolo ‘Uomini in Nero: tre affari tenebrosi’, pagina 102 del libro ‘UFO, un tema scottante’, Edizioni Atlas 1984 (Fonte: Le Journal de l’Ufologie)”.
Traduzione a cura del Centro Ufologico Ionico
Fonte
Nota a margine di Antonio De Comite: sicuramente l’immagine dei MIB, “Silenziatori” (come vengono chiamati negli USA) è entrata a far parte dell’immaginario collettivo, con un corollario di storie assurde e inverosimili come quelle presentate nell’articolo. Dove comincia la realtà e dove la fantasia. Come negli UFO, il limite è sottile. Resta il fatto che la figura degli “Intimidatori” è radicata nell’Ufologia, personaggi misteriosi che esistono realmente, individui che hanno fatto il loro “gioco” negli anni 50,60 e 70 del secolo scorso. Ma non sono scomparsi e la loro misteriosa natura rimane avvolta ancora nella nebbia, anche se c’è un’ottima possibilità che siano terrestri al soldo dei Governi influenti, primis USA. Ma è solo una plausibile possibilità….
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