Aggiornamenti dalla sonda Phoenix (Sol 97-98)

Risultati curiosi sull’ umidità del terreno Marziano

La Phoenix durante il sol 98

La Phoenix durante il sol 98

L’uso della sonda di conduttività ha dato risultati curiosi. Nell’aria è stata rilevata una quantità di umidità variabile, mentre se viene inserita nel terreno risulta completamente secco. “Se ci sono vapori d’acqua nell’aria, ogni superficie esposta a quell’aria dovrebbe contenere molecole d’aria aderenti ad essa che mantengono una certa mobilità, anche a temperature ben al disotto del congelamento”, ha detto Aaron Zent del NASA Ames Research Center di Moffett Field in California, responsabile della Thermal and Electroconductivity Probe. Nei terreni permafrost sulla Terra, anche a temperature molto basse, quello strato di molecole d’acqua sulle particelle superficiali può crescere a sufficienza per sostenere vita microbica. Uno degli obiettivi per costruire ed inviare su Marte una sonda di conduttività è quello di vedere se il permafrost terrestre e il suolo artico marziano hanno entrambi questo strato di acqua non congelata.

Valutando come si propaga l’elettricità da una punta all’altra, la sonda è in grado di rilevare uno strato di acqua fino ad uno spessore molecolare.
“Phoenix ha un altro strumento per trovare indizi per capire se il ghiaccio d’acqua si è mai sciolto in quella zona, come identificare dei particolari minerali nel suolo e osservandolo con il microscopio. La sonda di conducibilità è il primo strumento per rilevare attualmente umidità nel terreno”
, ha detto Leslie Tamppari del Jet Propulsion Laboratory di Pasadena. I risultati preliminari ottenuti dagli ultimi inserimenti nel terreno delle quattro punte dello strumento hanno ottenuto risultati sostanzialmente identici alle precedenti misurazioni eseguite. “Tutte le misurazioni effettuate sono coerenti con un suolo estremamente secco”, ha aggiunto Zent. “No ci sono indicazioni di strati umidi e questo è inspiegabile”. Altri tre gruppi di osservazioni, aggiunte all’analogia terrestre del permafrost, avvalorano l’ipotesi della presenza dello strato umido. La prima è la misurazione dell’umidità dell’aria eseguita direttamente puntando verso l’alto gli aghi di misura. “La transizione dell’umidità relativa che varia dallo zero al 100% durante i cicli giorno-notte, suggerisce una massiccia presenza di umidità nel terreno che entra ed esce da esso”, ha affermato Zent. La seconda è la presenza di un substrato duro composto da ghiaccio d’acqua posto a circa 5 centimetri dalla superficie. Infine osservando il terreno smosso dalla pala del braccio robotico, questo evidenzia una coesione in grumi che scompare dopo alcuni giorni di esposizione all’aria, proprio come se fosse sabbia umida. Il piano che sta ora studiando il team di Phoenix è di eseguire uno scavo ed effettuare la misurazione immediatamente dopo, in modo da avvicinarsi al substrato ghiacciato. “Dovrebbe esserci una certa quantità di acqua non congelata aderente alle particelle di suolo vicine al ghiaccio”, ha concluso Zent. “Potrebbe essere troppo piccola da rilevare, ma non abbiamo ancora finito di cercare”.

La sonda per la misura della conduttività termo-elettrica è costruita dalla Decagon Devices Inc. di Pullman nello stato di Washington e, come si vede dalla foto, è montata sul braccio robotico di Phoenix. Fa parte del
Microscopy, Electrochemistry and Conductivity Analyzer (MECA).

Come al solito la stazione meteorologica è in ritardo di qualche Sol.
Situazione meteo del Sol 91.
Cielo leggermente nuvoloso.
Visibilità discreta, leggere foschie.
Temperature massima -27°C.
Temperatura minima -83°C.
Pressione atmosferica 7,62 mBar.
Fonte Astroworld

One Response to Aggiornamenti dalla sonda Phoenix (Sol 97-98)

  1. telephone scrive:

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